Mi prende un pò la malinconia se penso che a giugno finiranno per sempre le lezioni di danza al sabato pomeriggio.
Dopo 6 anni di corso, la nostra insegnante ci ha chiaramente detto che non ha più nulla da insegnarci e che è inutile che ci iscriviamo di nuovo a settembre, anche perchè dobbiamo lasciare posto alle altre. Ci ha consigliato di fare solo stages e per un momento mi sono sentita come abbandonata dalla mamma... Però ha ragione.
Già adesso il clima non è più quello rilassato degli anni scorsi, c'è chi è scontenta delle scelte dell'insegnante, perchè magari vorrebbe di più, magari vorrebbe fare altro, e questo succede perchè ora siamo più consapevoli. Lei se ne è accorta ed ora è un pò sulla difensiva.
Però in 6 anni la danza mi ha dato moltissimo. Non solo per quello che ho imparato, ma anche per CHI ho conosciuto. Siamo un bel gruppo, ognuna diversa dall'altra, ognuna con le sue paranoie, i suoi difetti, i suoi pregi... Io le amo tutte. Non potrei più fare a meno di loro.
Tutte le volte che ci troviamo è come se fosse una grande festa, ci sono momenti di follia pura dove ognuna parla (leggi: starnazza) e sembriamo una massa di galline pazze.
Sappiamo tutto l'una dell'altra, ci prendiamo in giro, ci mandiamo a quel paese, ci offriamo a vicenda come spalla su cui piangere, ci incoraggiamo, ci auto-celebriamo quando ci accorgiamo che ci è venuta bene una coreografia, ci stringiamo intorno alla "sfigata" di turno... A volte mi metto in disparte, le osservo e mi accorgo di quanta fortuna ho avuto ad incontrarle.
Non ci sarà più il sabato pomeriggio nello spogliatoio prima della lezione, quando ci si ritrova dopo una settimana di lavoro e di emails a raccontarsi le varie vicende; non ci sarà più la lezione davanti agli specchi a sfotterci a vicenda perchè quel pezzo di coreografia non ci viene bene; non ci sarà più la doccia tutte insieme con le cuffiette da sfigate raccattate negli hotel; e neanche lo shopping in centro o la cioccolata calda al bar dopo la lezione .
Ma rimarrà tutto il resto. Le prove a casa di una o dell'altra a ripassare prima di un'esibizione; i week end in montagna dalla Cry ad abbuffarci di salame e vino rosso; le domeniche in piscina o i fine settimana al mare; gli stages e i seminari in giro per l'Italia; l'emozione prima di ballare davanti al pubblico, quei 5 secondi prima che cominci la musica, quando sembra che il cuore batta così forte da scoppiare.
E loro. Loro rimarranno per sempre, perchè le ho chiuse in un posto che so solo io.
martedì 11 marzo 2008
Nel mio cuore
Scritto da Mintaka alle 12:37 1 commenti
giovedì 6 marzo 2008
Le orecchie del cuore
Il guardiano è chiuso dentro al suo faro.
In piedi, ha la fronte appoggiata alla finestra e il freddo del vetro che lo separa dal mondo gli ricorda che la primavera è ancora un pò lontana.
C'è una sensazione nel suo cuore, che bussa forte e grida per farsi sentire.
Decide quindi che è ora di starla ad ascoltare.
Scritto da Mintaka alle 19:07 3 commenti
lunedì 3 marzo 2008
Ricordi di una gioventù che fu
Decisamente ho fatto bene a non arrendermi per organizzare questa cena.
Fino al secondo c'è stato un pò di imbarazzo, è vero, però dopo ci siamo un pò sciolti ed è stato un pò come se tutti questi anni non fossero mai passati.
Gli aneddoti che abbiamo commentato alla fine sono sempre gli stessi sentiti e risentiti centinaia di volte, ma fanno sempre venire voglia di rotolarsi per terra dal ridere.
Tipo:
quella volta che Matte di ritorno dalla sciata si è fatto il bagno nella vasca per rilassarsi un pò e stava per affogare perchè aveva il corpo così contuso dalle botte che non riusciva più ad alzarsi... e allora si è messo ad urlare "affogo, affogo!" e noi al piano di sotto a morire dal ridere (nessuno comunque si era scomodato per andare ad aiutarlo);
quel periodo quando ogni sabato sera facevamo una seduta spiritica e io ero stata maledetta dallo spirito di turno perchè ero un animo puro (...); per togliermi dai guai Alex era dovuto andare in Chiesa a rubare dell'acqua santa, grazie alla quale sono stata liberata dalla maledizione (altrimenti sarei dovuta morire di lì a pochi giorni);
quel periodo quando ogni sera d'estate andavamo in collina ad avvistare gli UFO: seduti sulle balle di fieno col naso per aria ore e ore... Dev'essere stata l'ultima volta che ho visto le lucciole.
Oppure quella volta che avevamo simulato il crash di un UFO sul balcone di casa mia, con annesso extraterrestre che usciva dalla navicella;
quella volta che, durante una cena alcolica in casa mia, mi avevano annaffiato la rosa con la Metaxa. L'ho scoperto solo 2 anni dopo il perchè fosse morta, avevo anche preso su da mia madre perchè diceva che non ci tenevo dietro e che non l'annaffiavo mai.
Non riuscivo proprio a capire cosa fosse andato storto...;
quella volta che abbiamo festeggiato il Capodanno nella mia ex casetta di montagna, quando Robby dopo essersi bevuto solo lui una bottiglia di limoncino è uscito fuori a - 10° in maglietta, e ha cominciato a mangiarsi la neve. Il giorno dopo stava da dio e non abbiamo neanche avuto bisogno di spalare;
... sono tutte cose passate, di un passato sepolto, che però avrò dentro per sempre.
Scritto da Mintaka alle 13:06 0 commenti
venerdì 29 febbraio 2008
Lo zampino
Sono un pò emozionata per stasera.
Ho una cena con tutti i vecchi amici del barettino dove ho praticamente trascorso tutta la mia adolescenza... C'è gente che vedo si e no una volta all'anno, la Vigilia di Natale, quando andiamo a trovare i genitori di un nostro amico morto il 24/12/97 in un incidente.
Noi ragazze bene o male ci vediamo, capita che ci troviamo a casa di una o dell'altra, oppure usciamo a bere qualcosa, ma con i ragazzi ormai abbiamo perso ogni contatto.
Quando Stefano morì, gli avevo promesso che avrei fatto di tutto per tenere insieme la compagnia ma miseramente ho fallito. Certe cose devono andare come devono andare, non c'è niente che tu possa fare per impedire che svolgano il loro corso naturale, scritto chissà dove nel cielo.
Però io me ne sono sempre fatta una colpa.
Quindi ho fortemente voluto questa cena, anche se ad un certo punto mi era passata per la testa l'idea di mandare tutto all'aria perchè mi sembrava di essere l'unica a tenerci. Invece con mio grandissimo stupore ci saremo praticamente tutti.
Considerando che avevano solo 10 giorni di preavviso ha quasi del miracolo.
Secondo me è Stefano che ci ha messo lo zampino...
Scritto da Mintaka alle 11:35 0 commenti
giovedì 21 febbraio 2008
Di fronte al mare
Il guardiano del faro siede di fronte al mare.
Guarda le onde infrangersi sulle rocce davanti a lui e chiudendo gli occhi lascia che il rumore del mare in tempesta riempia i suoi pensieri.
Desidererebbe spiccare il volo insieme ai gabbiani, aprire le sue ali e dominare il vento sfruttando le correnti d’aria. Salire fino al cielo e poi lasciarsi cadere in picchiata per farsi battere forte il cuore, fermandosi ad appena 1 metro dal suolo.
“Non è poi così difficile da dominare, il vento” pensa riaprendo gli occhi ed osservando i gabbiani, e per un attimo crede che potrebbe farlo anche lui.
E cos’è allora questo brivido che lo scuote?
E’ la paura.
Scritto da Mintaka alle 08:59 2 commenti
venerdì 15 febbraio 2008
Calcinculo
Periodicamente nella mia vita mi capita di accumulare una quantità di energia pazzesca, che mi spinge a voler fare tante cose (meglio se tutte insieme...).
Da una parte è una bellissima sensazione, che mi carica di brutto e che mi tiene su di giri per un bel pò, dall'altra parte però mi mette un pò di ansia perchè ho l'impressione di non riuscire ad afferrare tutte le cose che mi girano intorno alla velocità della luce.
Sembra un pò di essere sul calcinculo (ammesso che sia il suo vero nome... cmq è quella giostra del Luna Park coi seggiolini) e di non riuscire ad afferrare la codina che ti fa vincere un altro giro.
Di codine nel mio caso ce ne saranno circa una dozzina, vuoi che almeno una non riesca ad afferrarla? Neanche per sbaglio?
Scritto da Mintaka alle 11:05 2 commenti
lunedì 11 febbraio 2008
Una lettura sensazionale
Ogni tanto mi faccio prendere dalla malinconia dei ricordi, così mi metto a rileggere i vecchi diari.
Ora sto rileggendo quello del 1995 (caspiterina, ben 13 anni fa!) ovvero quello dei mitici 16 anni, e devo dire che O. Wilde aveva ragione quando diceva che il proprio diario è una delle letture più sensazionali che esistano (ma sicuramente il suo fu molto più sensazionale del mio... senza ombra di dubbio).
Un sacco di cose mi sono balzate agli occhi: innanzitutto, avevo veramente un sacco di tempo libero. Ogni pagina è scritta fitta-fitta, tanto che faccio quasi fatica a leggere... E poi scrivevo una valanga di poesie, alcune delle quali devo dire che erano veramente belle. Una in particolare mi ha fatto addirittura venire le lacrime agli occhi, vuoi perchè mi ha scaraventato di botto in quel particolare periodo della mia vita e vuoi per la delicatezza dei pensieri che avevo messo per iscritto.
Poi ce l'avevo col mondo intero. I professori, i compagni di classe, le amiche false, i ragazzi... Ogni 3 righe c'è almeno un insulto a qualcuno. Ero veramente Miss Finezza.
Me la prendevo molto per qualsiasi stupidata mi succedeva, per certe cose ne facevo quasi una malattia. Ora invece molte di queste cose che una volta mi tormentavano mi scivolano tutte addosso.
Last but not least, ero ossessionata dalla morte. Sicuramente il fatto che fossero gli anni del grunge, della morte di Kurt Cobain e di Brandon Lee ha influito parecchio, però devo ammettere che in molte pagine facevo riferimento a questo argomento. Pagine pesanti, cupe, gravi.
Addirittura disegnavo i cimiteri e sopra ogni lapide ci scrivevo il nome della persona che avrei voluto seppellire...
Conclusione: sto molto meglio ora che 13 anni fa, quelli che avrebbero dovuto essere gli anni spensierati della giovinezza.
Spensierati col cavolo!!!
Non tornerei indietro neanche per tutto l'oro del mondo... ma come dice qualcuno, è anche grazie a quel periodo che ora sono la persona che sono.
Scritto da Mintaka alle 11:36 0 commenti