I close my eyes
only for a moment and the moment's gone
all my dreams
pass before my eyes a curiosity
dust in the wind
all we are is dust in the wind
Same old song
just a drop of water in the endless sea
all we do
crumbles to the ground though we refuse to see
dust in the wind
all we are is dust in the wind
Now, don't hang on
nothing last forever
but the earth and sky
it slips away
And all your money
won't another minute buy
Dust in the wind
all we are is dust in the wind
dust in the wind
everything is dust in the wind
Questa canzone non la conoscevo, ma mi è entrata dentro all'istante. Così malinconica, così nostalgica, così vera... Siamo tutti come polvere al vento.
lunedì 19 gennaio 2009
Dust in the wind - Kansas
Scritto da Mintaka alle 15:46 2 commenti
domenica 11 gennaio 2009
Come perdere calorie e riguadagnarne subito il doppio
Risultato di una giornata passata a Milano allo stage di danze polinesiane con l’Erika e la Cate: carne greve alle chiappe e ai fianchi, mal di pancia, piedi e mani ibernati.
Beh direi che come domenica non c’è male, considerando che domani comincerà una settimanina bella pesante!
Volendo fare la cronaca, verrebbe fuori più o meno una cosa così:
partenza alle 11 e pranzo in Autogrill (evviva!!!!! Ho già scritto della mia passione per i panini dell’Autogrill?????), scorta di schifezze per la sopravvivenza, quindi Ritter, Freeky Fries, Marron Glacè (ma una scatola in 3 eh…), Vitalis (???? Erika!!!!!! Ci hai provato a fare quella che sta a dieta!!!) e acqua… così… giusto per pulirsi in bocca tra il Freeky Fries e il Marron Glacè.
Se non altro, abbiamo evitato di prendere la Lindt alla Crème Brulé. Che vomito!
Arrivate davanti alla porta della palestra sfidando il ghiaccio sul marciapiede e il freddo POLARE, scopriamo che siamo in anticipo di un’ora! Non ci facciamo prendere dallo sconforto e attacchiamo le scorte di schifezze, raccontandoci le peggio cose (………).
Per fortuna che la direttrice arriva con mezz’ora di anticipo così il pericolo assideramento è scongiurato.
Finalmente la lezione ha inizio: cominciamo con un bello stretching, dio solo sa quanto ne ho bisogno, mi sento intera come il torrone (domani però credo che mi ci vorrà Cavalca per tirarmi su dal letto); dopodiché hula e tamurè per le restanti 2 ore.
Anche stavolta andiamo a casa senza avere la musica, ma quanto è vero Iddio, prima o poi riusciremo a metterci sopra le mani!
Se tutto va bene, ovvero se riusciamo ad incastrare bene a modo tutti i saggi, faremo anche quello di tamurè a Milano! Quando ce l’hanno chiesto hanno sfondato una porta aperta, anzi, un portone. Le Azadeh adorano i saggi!
Il viaggio di ritorno è stato il festival della caloria. Dopo il Bufalino dell’Autogrill, ci siamo bevute il caffè al ginseng (terribile… schifosissimo), poi in macchina abbiamo finito la scatola dei Freeky Fries (ti pare che mi porto a casa la confezione mezza vuota? Eh no…), ci siamo spartite i Marron Glacè e abbiamo ingurgitato anche qualche quadretto di Ritter.
Il benzinaio che ha assistito alla morte dei Freeky Fries pareva alquanto perplesso… Quasi gli faceva schifo farmi benzina, forse pensava che fosse stato meglio per noi fermarci lì per la notte in modo da smaltire il tutto. Bah…
Comunque siamo arrivate a casa sane e salve, non ho rischiato di vomitare come l’altra volta e abbiamo avuto modo di confrontarci su parecchi argomenti, per i quali tralascio volutamente il tema ^_^
Adelaideeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!! Dove seiiiiiiiiiiiiiii??? Misericordia!
Scritto da Mintaka alle 23:47 4 commenti
domenica 28 dicembre 2008
Quando la realtà si mostra
Il Guardiano del Faro è deluso.
Oggi i gabbiani volano bassi rasentando la superficie dell'acqua, il vento è freddo e il cielo sembra fatto di piombo.
Non ha quasi nulla da rimproverarsi e nulla da rimpiangere, ma non può fare a meno di pensare per quanto tempo ha lasciato il suo cuore nelle mani sbagliate.
La posta in gioco era alta, aveva rischiato e aveva vinto, ma non appena l'euforia era scemata e la nebbia si era diradata davanti ai suoi occhi, aveva potuto vedere quello che aveva tra le mani.
Un vuoto a rendere.
Quello che aveva creduto di possedere non era quello che in realtà possedeva.
Quello che aveva desiderato in realtà non esisteva.
Inutile forzare il destino, spesso è più consigliabile lasciarlo fluire e seguire la corrente; è così che si trova la direzione giusta, quella che è stata disegnata per noi.
E così ha fatto il Guardiano del Faro.
Ha smesso di nuotare contro corrente e si è lasciato trasportare dalle onde; esse lo hanno portato a riva, esausto ma felice.
Scritto da Mintaka alle 23:34 1 commenti
Etichette: Nel faro
mercoledì 24 dicembre 2008
La Vigilia di Natale
Come ogni anno, la Vigilia porta con sè un bel fardello di pensieri.
Io non è che sia una grande amante del Natale, sono sincera... Crescendo mi rendo conto di stare diventando più cinica e disincantata, non mi sento più buona, anzi, mi sento più stressata.
Il significato che tanti ancora attribuiscono a questo periodo dell'anno, o che credono di attribuirgli, è più che altro una facciata. Solo perchè tutti ci fanno una testa così...
Per me la Vigilia di Natale è da ormai 11 anni l'anniversario della morte di un amico. E ogni anno io è a questo che penso.
Triste? No, non credo sia triste. Semplicemente è così.
Ciao Stefano
Scritto da Mintaka alle 21:13 0 commenti
mercoledì 10 dicembre 2008
"Una volta, una principessa russa mi ha baciato..."
Chi me lo ha raccontato è stato un signore di 95 anni, che ho "agganciato" durante un'uscita con il gruppo del corso di fotografia. Dovevamo infatti fare dei ritratti e il signore era a dir poco fotogenico, con quegli occhi piccoli e acquosi, e con tutte quelle rughe meravigliose sul volto.
Mi ha raccontato di questa principessa russa che gli ha scoccato un bacio sulla guancia, mi ha raccontato di guerre, nipoti, storia. Mi ha raccontato di passioni e di acciacchi.
E chissà quante altre cose mi avrebbe detto, se avessi avuto più tempo per starlo ad ascoltare...
Se mio nonno fosse vivo, avrebbe la sua stessa età, e chissà se anche lui è stato mai baciato da una principessa...
Scritto da Mintaka alle 10:02 1 commenti
lunedì 24 novembre 2008
Keep holdin' on
Il Guardiano del faro pensa che a volte nella vita arrivino dei momenti nei quali viene messo alla prova.
Gli viene chiesto di fare un salto un pò più lungo del solito, per misurare quanta forza ha per arrivare dall'altra parte. Prima di saltare però affiorano mille incertezze e mille resistenze, che per poco non gli fanno perdere la concentrazione nel salto; pensa di non farcela, di non averne la forza, di non avere abbastanza di tutto per un esame del genere.
Deve solo realizzare che è proprio in un momento come questo che deve dare il massimo e trovare dentro di se lo stimolo che non verrà mai dal mondo intorno a lui. E' così che si cresce e si diventa più forti.
Troppo facile mollare, anche se l'alibi è quesi dietro l'angolo, troppo facile rinunciare.
Forse gli serve solo un pò di tempo, per prendere le misure e ritrovare l'equilibrio.
E il salto verrà da sè.
Scritto da Mintaka alle 23:26 2 commenti
lunedì 17 novembre 2008
Far away on the other side
L’ultima volta che la vidi avrò avuto 8/9 anni.
Ero nello spogliatoio della palestra, col body rosso e i codini coi nastri colorati; il saggio di ginnastica artistica era appena finito. Era giugno.
Le mamme delle mie amiche si affaccendavano intorno alle loro figlie, aiutandole a cambiarsi e a rimettere tutte le cose nelle loro borse. C’era anche mia mamma, che invece cercava di capire come mai io stessi piangendo come una fontana.
Piangevo perché mi sentivo tradita. Lei, la maestra di ginnastica che mi aveva insegnato a fare le capriole sulla trave, ci aveva appena detto che quello sarebbe stato l’ultimo saggio con noi. Aveva intenzione di sposarsi e quindi di smettere con il corso.
Probabilmente ce lo aveva detto solo all’ultimo perché diversamente avremmo passato tutto l’anno accademico con la malinconia. Per me fu una specie di trauma, di colpo basso. A 8 anni queste cose non le capisci, l’unica cosa che capisci è che la tua maestra non ti vuole più.Ancora non mi spiego come facessero le altre bimbe mie amiche a non piangere. Continuavo a ripetere a tutte: “La Patty va via!! La Patty va via!! Non sei triste?” e queste mi rispondevano di si. Ma l’unica a piangere ero solo io.
L’ho rivista sabato, dopo 22 anni.
L’ho riconosciuta subito, nonostante tutto questo tempo. Non saprei dire quale dettaglio abbia collegato questa signora sulla 50ina alla mia maestrina di ginnastica artistica. Fatto sta che il mio cervello ha fatto un rewind pazzesco e mi ha riportato là, sulla trave, con le gambe che mi tremavano e lei che mi teneva stretta per impedirmi di cadere.
Lei ovviamente non si ricordava di me, ma per me è stato bellissimo rivederla e parlarle da “persona grande”.
Però c’era una cosa che avrei voluto dirle ma che non le ho detto. Lei non sa infatti che tutte le volte che ascolto Moonlight Shadow, colonna sonora del mio primo saggio di ginnastica artistica del 1984, mi viene ancora in mente lei, anche a distanza di 24 anni.
www.youtube.com/watch?v=8bOLkPbPCbk
Scritto da Mintaka alle 16:14 2 commenti